ParmaJazz Frontiere Festival 2020: in muta vece, invoco

Questa XXV edizione del ParmaJazz Frontiere Festival, in programma dal 3 ottobre al 18 novembre fra la tradizionale Casa della Musica di Parma, il Complesso Monumentale della Pilotta – Teatro Farnese e varie location cittadine, è un’edizione all’insegna del sound made in Italy e ha il suggestivo titolo di “in muta vece, invoco”. La struttura, scelta dal direttore artistico Roberto Bonati, è quella di sempre: un mix calibrato fra grandi ospiti, nuove scoperte e produzioni del festival. La scelta di andare alla riscoperta del made in Italy è nata dall’emergenza Covid, ma è diventata anche un’opportunità per tratteggiare un quadro dello stato del jazz nell’Italia di oggi: un jazz fatto di grandi ascolti, di un gioco sempre energico fra scrittura e improvvisazione, di sperimentazione, di contaminazione e sguardo disincantato su altri generi.

Come ogni anno, oltre ai concerti il ParmaJazz propone una serie di altri appuntamenti, fra guide all’ascolto e presentazioni di libri.

Il Festival è prodotto dall’Associazione Culturale ParmaFrontiere con il contributo del Comune di Parma, Regione Emili-Romagna, Ministro dei Beni Culturali, Fondazione Monteparma, Fondazione Cariparma, Dallara Automobili, Unione Parmense degli Industriali. In collaborazione con Casa della Musica, Fondazione Teatro Regio, Complesso Monumentale della Pilotta -Teatro Farnese, Ape Parma Museo, Teatro Due, laFeltrinelli Libri e Musica di Parma,  Associazione Segnali di Vita – Il Rumore del Lutto, Liceo Musicale “Attilio Bertolucci”,  Associazione Remo Gaibazzi,  Lostello-Emc2 Onlus, Phocus Agency, Sina Maria Luigia e membro di Europe Jazz Network, I-Jazz.

Vanni Masala presenta “Io sono Michel Petrucciani” (Curci, 2019) dialogando con Alessandro Rigolli
Claudio Chianura presenta il suo libro “Jazz border. Il jazz in Italia” (Auditorium, 2019/2020) e dialoga con Alessandro Rigolli
guida all’ascolto a cura di Luca Perciballi
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